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IL SOLE 24 ORE: “STRETTA FISCALE SULLE COMPRAVENDITE DI METALLO – LA NUOVA MISURA TROVA IN DISACCORDO A.N.T.I.C.O.” – Leggi l’articolo

Il Presidente A.N.T.I.C.O. – dott. Nunzio Ragno, interviene su “Il Sole 24 Ore” per esprimere il disaccordo del comparto aurifero alla luce delle nuove disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 che rendono più onerosa la tassazione delle plusvalenze realizzate nelle cessioni di metalli preziosi in mancanza della documentazione di acquisto.

Di seguito, si riporta l’articolo integrale pubblicato lo scorso 03 febbraio, su “Plus 24″.

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Inserto Plus 24 - 03-02-2024 (632.3 KiB)

Stretta fiscale sulle compravendite di metallo

Da inizio anno sono scattate importanti novità sul fronte fiscale per la compravendita di oro fisico da investimento in Italia. La manovra di bilancio approvata alla fine del 2023 ha infatti introdotto una stretta sulla tassazione.

Intanto per oro di investimento viene intesa la materia prima sotto forma di lingotti, placchette, monete, gettoni, piastre ecc. (di titolo pari o maggiore al 900 millesimi) esclusa l’oreficeria usata. Quindi sono esclusi gli oggetti di possesso quotidiano come anelli, bracciali, etc. Fino al 31 dicembre scorso in mancanza di documenti che attestavano il costo di acquisto, gli eventuali guadagni erano calcolati prendendo in considerazione solo il 25% del prezzo di vendita dell’oro o dell’argento e applicando un’aliquota del 26 per cento. In sostanza la tassazione era pari al 6,5% visto che colpiva solo un quarto della plusvalenza. Il disegno di legge di bilancio ha cambia le regole del gioco: dal primo gennaio la tassazione del 26% viene applicata sul 100% della differenza tra prezzo di acquisto e vendita.

Un cambiamento radicale che va ad impattare in maniera profonda sul sistema di tassazione. Soprattutto perché negli ultimi decenni il prezzo del metallo giallo è lievitato e quindi le plusvalenze che si possono realizzare sono diventate considerevoli anche su quantitativi di oro limitati. Il tema della conservazione dei documenti di acquisto è un tasto dolente. Approfittando anche di una tassazione agevolata la cura e la tutela dei questi atti in passato non sempre è stata puntuale e oggi chi si ritrova a dover realizzare una cospicua plusvalenza, in assenza dei documenti originali di acquisto, rischia di subire un contraccolpo maggiore. È da inizio secolo che i privati cittadini possono investire in oro fisico. Con l’entrata in vigore della legge n. 7 del 17 gennaio 2000 è stato liberalizzato il possesso di oro anche per il privato. Fino ad allora il commercio di oro era assoggettato ad un regime di monopolio riservato solo all’industria manifatturiera.

La tassazione più onerosa delle plusvalenze realizzate dalle cessioni di oro potrebbe spostare l’attenzione ad esempio verso l’investimento in oro finanziario (Etf). La norma prevista dalla legge di Bilancio 2024, trova in disaccordo l’Associazione Antico (Associazione a tutela del comparto orafo) alla luce delle potenziali ripercussioni negative che la misura potrebbe avere sul mercato, sui consumatori e sugli investimenti in oro in generale. «Oltre a generare un eccessivo maggiore aggravio per i contribuentispiega il presidente dell’associazione Antico, Nunzio Ragno i nuovi criteri di tassazione rischiano di penalizzare il mercato dell’oro la cui cultura è, via via, in fase di espansione. Così facendo, infatti, verrebbero disincentivati gli investimenti in oro con conseguenti impatti negativi sulle imprese operanti nel settore specifico con la qualifica di operatori professionali in oro. A fronte di tutto ciò, inoltre, non è da escludere il potenziale ricorso da parte dei soggetti interessati a pratiche elusive fuori dalla legge che darebbero luogo ad un minor gettito erariale per le casse dello Stato».

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