La Corte europea conferma la legittimità degli obblighi di comunicazione anche per le società fiduciarie, rafforzando il ruolo del Registro come strumento di trasparenza e supporto all’adeguata verifica antiriciclaggio
La Corte di Giustizia dell’Unione europea spiana la strada allo sblocco definitivo del Registro dei titolari effettivi italiano e imprime una svolta decisiva al sistema della trasparenza societaria. Con la sentenza resa nelle cause riunite C-684/24 e C-685/24, i giudici di Lussemburgo hanno respinto i ricorsi promossi da alcune società fiduciarie italiane, confermando la piena legittimità dell’impianto normativo europeo e nazionale in materia di antiriciclaggio.
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